Diessler, Matias. Imagen del periodico= ''Rojo y Negro'' nº 263 diciembre 2013 donde se le entrevista en la contraportada.

Diessler, Matias. Textos del periodico= ''Rojo y Negro'' nº 263 diciembre 2013 donde se le entrevista en la contraportada.

Dieudonne,eugene.1884-1944.de la banda ilegalista de bonnot.escapo  de la isla del diablo  en un bote.escribio el libro=la vie des forÇats.

diez fernandez,galo 1884-1938.nacido en bilbao.articulista y gran orador confederal.miembro de la regional norte.en la guerra es el representante de la colectividad de caspe,vicesecretario del comite nacional de cnt.hizo un informe con royo y amil sobre los desmanes  causados por lister en las colectividades aragonesas.murio en la playa de saler,valencia,ahogado despues de sufrir una indigestion.

diez,paulino

Diez, Xavier.

Diez, Xavier. Texto del periodico Directa nº 316, 8 de mayo 2013.

dimitrakis,yiannis.detenido el 16 de enero del 2006.actualmente(2010)en la carcel en grecia.expropiador de la banda ladrones de negro.

Doglio, Carlo.

di  Giorgio Nebbia

Il 25 aprile 1995, all’età di ottanta anni, è morto a Bologna Carlo Doglio, lo studioso che ebbe un ruolo importante nel far conoscere in Italia Lewis Mumford, oltre che molti altri, come Kropotkin e Geddes, ai quali ha dedicato tanti scritti e che da questi studiosi ha tratto  ispirazione per tanta parte della sua vita e del suo lavoro.

È  difficile  classificare Doglio entro  le  categorie tradizionali: penso che forse lui stesso si definirebbe anarco-comunista, o forse rigetterebbe anche questa etichetta. Anarchico era uno dei suoi modelli di vita e di cultura, il  principe  russo  Kropotkin; anarco-socialista  era la cultura dello scozzese Patrick  Geddes, dell'inglese Owen, dell'americano Mumford.

Arrestato come antifascista, poi partigiano, esponente del  Movimento Anarchico di cui pubblicò il giornale clandestino "Il Libertario", Doglio fu amico e collaboratore  di Lelio Basso, del filosofo marxista Antonio Banfi, di Danilo Dolci.

Quando, dopo la Liberazione, Adriano Olivetti tornò in Italia  raccolse  intorno a sé giovani ingegni  a  cui chiese  di tradurre e diffondere le opere degli  autori che il lungo sonno culturale imposto dal fascismo aveva escluso dal nostro paese, e di applicarne il  pensiero nel territorio, nell'impresa, nell'amministrazione pubblica.

Nella pattuglia degli olivettiani Doglio era in compagnia di Ferrarotti, Zevi, Volponi, Quaroni, De Carlo, e tanti altri, e contribuì al movimento di Comunità e alle pubblicazioni della casa editrice e della rivista omonima.

Doglio  ha insegnato per molti anni, nelle Università di Palermo, Venezia e Bologna, ma parlare  di  Doglio come  "cattedratico"  universitario è limitativo:  la cattedra  da  cui distribuiva a piene  mani  cultura  e ironia,  coraggio  e speranza, si  trovava,  oltre  che nelle aule, in qualsiasi luogo in cui potesse parlare - soprattutto alle generazioni più giovani, ai militanti dei movimenti di base, agli insegnanti, agli studenti - del passato, del presente e del futuro, in cui  potesse propagandare una utopia rivoluzionaria a cui è rimasto fedele tutta la vita.

Doglio era  uomo capace di "perdere" due  giorni per parlare a dieci persone e disinteressato a cose che gli avrebbero garantito un po' di lettori.

In  un'epoca in cui viene fatto credere che si esiste soltanto se si ottiene un breve passaggio in  qualche intervista televisiva, in cui gli autori, anche minimi, si fanno invitare a tenere conferenze per vendere i propri  libri, tutta la vita di Doglio dimostra  invece che si esiste soltanto se si apre il cuore e la  mente anche ad una sola persona.

Sarebbe molto importante che venissero raccolti e ordinati i suoi libri e i suoi scritti e le registrazioni delle sue conferenze; scritti spesso pubblicati da case editrici minime o in giornali e riviste  quasi sconosciuti: anche questo era tipico di Doglio. Avremmo tutti da imparare ancora molto leggendo gli scritti che ci ha lasciato.

Nel febbraio 1992 Chiara Mazzoleni, dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha curato e pubblicato il volume: "Carlo Doglio. Selezione di scritti 1950-1984". La  buona introduzione della Mazzoleni, la biografia e la bibliografia dei libri e degli articoli principali di Doglio, e soprattutto la rilettura delle sue parole, consentono di ripercorrere il  suo cammino culturale, universitario, ma soprattutto umano.

Fra i molti contributi di Carlo Doglio vorrei ricordare quelli sui rapporti fra attività produttive, insediamenti umani e ambiente.

Negli anni cinquanta, quando è sorto il movimento di Adriano Olivetti e si è cominciato a considerare  la necessità di una programmazione, era possibile  vedere alcune  analogie  fra l'Italia  uscita  distrutta  dal fascismo  e l'America degli anni trenta, quella in cui Roosevelt aveva lanciato il suo nuovo corso.

Anche da noi in molti abbiamo pensato che la riprogettazione delle merci e dei processi produttivi, le opere di difesa del suolo e di regolazione  del  corso  dei fiumi - qualcosa di simile alla Tennessee Valley Authority  -  avrebbero potuto assicurare al  paese  lavoro, acqua  ed energia  e avrebbero  potuto  allontanare  i disastri,  come  l'alluvione del Polesine  del  1951, figlia proprio della mancanza di una politica e di  una cultura  del territorio, della difesa del suolo,  della regolazione dei bacini idrografici.

C'era  anche da noi un "Sud" simile al sud degli  Stati Uniti,  in  cui occorrevano  dighe, acqua,  fabbriche, strade, secondo un "piano". Se si ripercorre la  strada della  "pianificazione" in Italia si vede  come  questa strada  sia stata diversa da quella che gli  "utopisti" come Doglio avevano auspicato.

L'ente elettrico pubblico ha ereditato i vizi  politici e gestionali delle vecchie compagnie elettriche  private;  la  speculazione edilizia  ha  impedito  qualsiasi legislazione  moderna  sull'uso dei  suoli;  i  grandi gruppi  monopolistici dell'automobile,  della  chimica, del  petrolio,  dell'acqua, delle  costruzioni,  hanno pianificato - loro, si, nel proprio interesse e contro gli  interessi  della collettività italiana -  con  le loro opere e fabbriche e con i loro prodotti, la diffusione delle strade, l'aumento della congestione urbana, l'inquinamento  dell'aria  e  delle acque,  la  sete  e l'erosione del suolo.

Proprio per questo, e proprio in questi anni bui della fine del novecento, nella speranza che si possa un giorno realizzare una  società come quella pensata da Doglio, per trarre coraggio nell'ardua  impresa, è importante rileggere le sue parole profetiche.

Su come avrebbe potuto essere sviluppata la Sicilia, secondo direttrici basate sui bacini idrografici; come avrebbe  potuto rinascere Gibellina, col volto di una moderna New Town.

Rileggere quanto Doglio ha scritto sulla "pianificazione  della libertà" basata - sono parole del 1970  - sulla  pianificazione dei modi di produzione, su una analisi critica del 'perché' si  produca questo e quest'altro e in 'che modo', sull'interrogarsi in che modo e perché si vive come viviamo.

A  rileggere  queste parole e tanti altri scritti di Doglio viene una gran rabbia costatando che la  strada della libertà era segnata, e che per decenni il potere politico ed economico hanno soffocato qualsiasi  passo lungo tale strada.

Credo che l'unica cosa che possiamo fare per  ricordare Carlo Doglio sia proprio partire  dai suoi  scritti, farne oggetto di pedagogia popolare, trarne un programma  e un impegno di lotta politica e civile, al  fine, come suggeriva Doglio, di smantellare il terrore "degli spazi aperti", il terrore "della rinnovazione continua della nostra vita", terrore che caratterizza il  potere che  ci domina. Senza tale cambiamento "si  va  diritti nel loculo mortuario che è poi, per le idee dominanti oggi, l'unico luogo sicuro".

Texto de Altronovecento.

Doglio, Carlo. Imagen de la rivista anarchica nº 403, diciembre 2015-enero 2016.

Doglio, Carlo. Imagen de la rivista anarchica nº 403, diciembre 2015-enero 2016.-3

Doglio, Carlo. Imagen de la rivista anarchica nº 403, diciembre 2015-enero 2016.-4

Doglio, Carlo. Imagen de la rivista anarchica nº 403, diciembre 2015-enero 2016.-5

Doglio, Carlo. Imagen de la rivista anarchica nº 403, diciembre 2015-enero 2016

Doglio, Carlo. Texto de la rivista anarchica nº 403, diciembre 2015-enero 2016.

dombrowski,jaroslaw,comunero muerto en combate en la barricada de la calle mirra el 23 de mayo de 1871..

dombrowski,jaroslaw,comunero muerto en combate en la barricada de la calle mirra el 23 de mayo de 1871.

Dombrowsky,jaroslaw,comunero muerto en la ultima barricada en la calle mirra el 23 de mayo de 1871.

Domingo, Bienvenida.

Domingo, Bienvenida

doncel,estrella.1937-2010.poeta.''adolescencia'',''elegia'',''jardines de la galera'',''ausencia'' o ''mis hijos''son algunas de sus obras mas conocidas.el dibujo con el retrato de estrella y el recorte de premsa

son del cnt nº371 octubre 2010.

Dondon, Anna (1884-1979) – French anarchist, she was arrested for her participation in the criminal activities of the Bonnot Gang; this group of individualist anarchists, influenced by Max Stirner’s radical critique of the state, were connected to the journal l’anarchie and the regular discussion groups meeting in Paris, Causeries Populaires (Parry, passim).

 

Texto e imagen de= University de Hawai'i at Manoa College of Social Sciences. Department of Political Science.

Dondon, Anna.

donisthorpe,wordsworth.1847-1913.inventor ingles.pionero de la cinematografia y promotor del ajedrez en inglaterra.anarcoindividualista.

Donovan, Mary (1890-1973) – Boston socialist, member of Sacco & Vanzetti Defense Committee (AV 125). She married labor organizer Powers Hapgood, the nephew of EG's friend Hutchins Hapgood

 

EG'S= Emma Goldman. Texto e imagen de= University de Hawai'i at Manoa College of Social Sciences. Department of Political Science.

dorado pita,joaquina.a coruña 1917-en la revolucion de 1936 presidenta del consejo de economia de la industria de la madera socializada.en el exilio la democracia gala la interna en el campo de concentracion de de briançon(d´hautes alpes)del cual se fuga.es detenida de nuevo e internada en el campo recebidoux del que tambien se fuga.en 1946 vuelve clandestinamente a españa para luchar contra la dictadura.detenida en 1948 fue torturada. encarcelada en la carcel de les corts,barcelona.en 1956 con ayuda de quico sabater pasa la frontera a francia.

Dorado,joaquina.fotograma del documental=vivir de pie-las guerras de cipriano mera,2009 de valentí figueres.

Dorado,joaquina(de pie)imagen tomada el 21 de noviembre de 2010 en el cementerio de montjuic.imagen del periodico''A Batalha'' nº242 noviembre-diciembre 2010.tambien ahi un articulo de joaquina dorado.


Dorado pita, Joaquina.

Dorado Pita, Joaquina. Texto del periodico Rojo y Negro nº 278, abril 2014.

dot,josep ''portos''cnt-en el exilio frances.encargado cuestiones de organizacion.fotograma de la serie documental=maquis,la guerra silenciada,2ªparte.tambien aparece en la 3ªparte,2001 documental de enric calpena.

 

Dulcet martí,rosario.barcelona,1890-

carcasonne,1977.obrera textil.

En 1913 huye a francia tras fracasar

una huelga textil en sabadell.en francia

tuvo problemas por hacer campaña

anti-militarista.

En 1917 vuelve a barcelona donde se

une sentimentalmente a marcelino silva.

Durante la dictadura de primo de rivera

sera detenida en un par de veces.

En la revolucion de 1936-39 contribuyo

en la formacion y administracion de las

colectividades.en mayo de1937 los estalinistas

asesinan a su compañero marcelino

(segun lola iturbe).en 1939 parte para

el exilio.

nota=la imagen me aparece dos veces

en el google,una como,rosario dulcet marti

y la otra como:miting de miliciana.el texto

es del ateneu virtual.simplificado.

Dumbar,Andrew.A look at three figures from the IWW in South Africa.Imagen y texto del periodico=Industrial Worker vol.108,nº4,mayo 2011.-1

Dumbar,Andrew.A look at three figures from the IWW in South Africa.Imagen y texto del periodico=Industrial Worker vol.108,nº4,mayo 2011.-2

Dumbar,Andrew.A look at three figures from the IWW in South Africa.Imagen y texto del periodico=Industrial Worker vol.108,nº4,mayo 2011.-3

dunne,bill.preso u.s.a.detenido en 1979.por pertenecer a banda armada condenado 105 años.un intento de fuga.

Duque Tejedor, Pedro. Imagen del periodico Catalunya nº 173, junio 2015.

Duque Tejedor, Pedro. Texto del periodico Catalunya nº 173, junio 2015.

Duran, Matt. Uno de los anarquistas detenidos en Seatle en 2012.

Durruti,colette.colette,buenaventura y emilienne-1936

durruti,colette.Emilienne morin y Colette durruti en 1973.

Durruti,Colette_filla_de_Durruti_a_la_setmana_confederal_Durruti_1977

Durruti, Buenaventura. Durruti junto a Manzana y el capitan Cotl, observa los efectos provocados por los disparos de cañones en el campo enemigo.

Durruti, Buenaventura. En las afueras de Bujaraloz, Zaragoza, en el verano de 1936.

durruti..

durruti.años20.solidarios

durruti.imagen extraida del periodico la vanguardia del dia 19 de agosto de 1936.

DURRUTI

durruti.orto nº142.julio-septiembre 2006.

durruti-1

durruti con enrique perez farras.autor,anonimo.

durruti con un mauser a la espalda

durruti dumange,buenaventura.

Durruti
Durruti