osorio,axel.chile.en prision desde el 26-12-2007.del m.j.l.ayudo a expropiar un banco con otros compañeros,se les acusa de la muerte de un agente.

osugi,Sakae.japon,1885-1923.editor,escritor y traductor,fundo la primera escuela esperantista del japon.fue asesinado a golpes junto a su sobrino de 6 años y su amiga la anarquista, (editora,traductora de la obra de emma goldman y articulista))suga kanno por la policia militar y finalmente tirados a un pozo.estos hechos seran conocidos como,el incidente de amakasu.

Otero de Ois,Palmira.Esposa do lider  anarquista Jose Villaverde Velo,asasinado en 1936.

Otero De Ois,Palmira.Esposa e fillas de José Villaverde Velo. De esquerda a dereita Olga Villaverde Otero, Palmira Otero de Ois, Mar y Luz Villaverde Otero, Nieves Libertad Villaverde Mosteiro e Fraternidad Villaverde Mosteiro.

Ottesen-Jensen, Elise [Ottar](1886-1973) – Swedish anarchist and feminist, she was a writer, teacher and journalist; she fought for birth control and proclaimed as her personal motto, “"I dream of the day when every new born child is welcome, when men and women are equal, and when sexuality is an expression of intimacy, joy and tenderness." She was a member of the Swedish anarcho-syndicalist union, the Central Organization of the Workers of Sweden, and wrote for anarchist journals Arbetaren and Brand. She helped found the International Planned Parenthood Association (IPPF).  (http://en.wikipedia.org/wiki/Elise_Ottesen-Jensen(accessed 7/25/11).

 Texto e imagen de= University de Hawai'i at Manoa College of Social Sciences. Department of Political Science.

Imagen Elise en Estocolmo 1929.

Ottesen-Jensen, Elise [Ottar].

Ottesen-Jensen, Elise [Ottar]

slOversluij, Sebastian.

uij, Sebastian.AyeA

 

yer El 11 de Diciembre del 2013 cerca de las 9:30 de la mañana un grupo decide expropiar una sucursal bancaria en Pudahuel. El compañero anárquico Sebastián Oversluij ingresa al banco y al momento de desenfundar la subametralladora que llevaba consigo mientras gritaba anunciando el asalto, es abatido por el guardia de seguridad de la sucursal. cerca de las 9:30 fue abatido a tiros el c

El miserable guardia resultaba ser un sujeto con entrenamiento militar quien encontró trabajo de mercenario en Irak y en las fuerzas de ocupación de Haiti para terminar realizando un remplazo en aquella sucursal bancaria. Cuidar los expendios de miseria se transformo en su profesión.

Desde aca entregamos todo nuestro respeto revolucionario para el compañero anarquico.Si bien los pasos dados en el camino insurrectos culminaron físicamente por la decidida acción de un bastardo escondido tras un uniforme y el monopolio de la violencia. El recuerdo y la memoria activa se proyectan desde el hoy hasta el permanente infinito.

 Con memoria, cariño, amor y combate recordamos al compañero Angry, su decisión y sus distintos caminos en la lucha contra toda Autoridad

¡Memoria insurrecta y de eterno combate para el compañero Sebastian-Anrgy-Oversluij !

 

años) cuando junto con otros compañeros se aprestaban a robar en el banco esDdo de av la estrella en la comuna de pudahuel, Sebastian fue muerto por los disparos del lacayo que se encontraba resguardando el re

Pac,manuel.en los capitulos 2,4 y 9 de la serie documental dedicada al maquis=las ilusiones perdidas,capitulo 2º: la españa de franco,capitulo 4º-entre rejas(en este cuenta su experiencia en un campo de concentracion franquista y de como morian en el mismo de uno a cuatro compañeros cada dia),9º-La actividad guerrillera.2005 de eugenio monesma.

pacheco,julian.pintor.1937-2000.apenas conocido en españa de la que tuvo que exiliarse.contraportada del bicel nº8,marzo 1999.

Pacheco valle,galo.teniente del ejercito zapatista libertador del sur.fotograma del documental comercializado en 1998=los ultimos zapatistas,del director,francesco taboada.

padilla lopez,juan(en el centro)nacido en adra.miembro del comite central de almeria 1936-1937.imagen sacada del libro chumberas y alacranes de abel paz.

Padin,felix.1916.pertenecio a un grupo de accion en los 30.detenido en 1934.lucho en los batallones de isaac puente y durruti con rango de sargento y teniente,tras la derrota paso por carceles y campo de concentracion,milita en miranda del ebro.

padin,felix.naturista vasco.antes de la guerra formaba parte de un grupo que robaban armas y municion en minas,polvorines y armerias en el pais vasco.imagen del documental=aproximacion al anarquismo en euskadi,2008.

Padin Gallo, Felix. CNT nº415, diciembre 2014.

Padovese,maria. imagen de la revista A nº356,octubre 2010.

Padovese,maria. imagen de la revista A nº356,octubre 2010

Padovese, Marina. Marina Padovese, Fabio Santin e Francesca Palazzi Arduini (“Dada”) a un meeting anticlericale di oltre 16 anni fa.

1° settembre è morta a LuganoMarina Padovese, 40 anni, anarchica e feminista.

Padovese, Marina. La Marina di Como: anche se da un quindicennio abitava nel Veneto, con il suo amatissimo Fabio, per noi che l’abbi conosciuta fin dai suoi primi passi nel movimento anarchico (a metà degli anni ‘70) è sempre rimasta la Marina di Como. E così ci piace ricordarla ora che una forma di leucemia tra le più devastanti, manifestatasi a fine dicembre, l’ha strappata alla vita, dopo terribili sofferenze, qualche speranza, tanta voglia di continuare a vivere.
Lasciamo da parte l’esternazione del nostro dolore, il “vuoto che nessuna potrà riempire”. Lasciamo stare le lacrime. Sono cose normali, certo, di cui niente ci sarebbe da vergognarsi. E con Marina, con la Marina di questi ultimi terribili intensi mesi, un po’ amaramente, si scherzava anche di questo.
Voglio ricordarla come tutti noi la ricordiamo: allegra, calda, comunicativa, indaffarata. Da tanti anni era un po’ dappertutto: militante anarchica, al contempo di stampo “tradizionale” e molto attenta (per istinto prima che per scelta strategica) al nuovo, è stata per anni tra i promotori del Meeting anticlericale che fino allo scorso anno si è tenuto ogni anno, per oltre un decennio, a Fano; era attiva nella redazione del trimestrale anarchico del Triveneto Germinal, così come collaborava volentieri con altri fogli anarchici; si era molto occupata della situazione (soprattutto delle donne) nella ex-Yugoslavia e sull’argomento aveva scritto, con Salvo Vaccaro, un libro; era responsabile del settore “mostre” del Centro studi libertari di Milano; aveva vissuto intensamente, nei primi anni ‘90, l’esperienza delle “donne in nero” veneziane; è stata tra le animatrici della Rete delle donne anarchiche; aveva tenuto comizi e conferenze - soprattutto in tema di femminismo ed anticlericalismo - un po’ in tutta Italia. E tante altre sue esperienze si potrebbero citare, risalendo fino alla sua prima militanza nel gruppo comasco “Pensiero e Volontà”, aderente ai Gruppi Anarchici Federati.
Con la nostra rivista aveva sempre avuto un rapporto del tutto speciale, dovuto sia al forte legame affettivo con alcuni di noi della redazione sia a tante battaglie, riunioni, discussioni fatte insieme. A Como come nel Veneto è sempre stata una nostra “diffusora” (come dicevamo scherzando) e il rapporto si era fatto ancora più stretto quando per tre anni (1986/’88) io mi ero recato una volta al mese, dal sabato pomeriggio alla domenica sera, da Milano a Mestre per fare insieme con Fabio e Marina l’impaginazione della rivista.
Dopo la sua giovanile esperienza nei GAF, Marina è rimasta nel movimento anarchico sempre come “libera battitrice”, pronta a coinvolgersi in qualsiasi progetto la interessasse, spoglia di quel settarismo, di quelle piccole gelosie per il proprio orticello, che troppe volte caratterizzano i rapporti tra compagni. Con il passare degli anni, Marina - come tanti di noi - si era fatta più equilibrata, serena: certi estremismi e integralismi dell’età giovanile erano scomparsi a favore di un’atteggiamento più riflessivo. Ma non si era appartata né seduta e portava nel suo agire, nel suo relazionarsi con gli altri lo stesso entusiasmo, la stessa contagiosa passione della Marina comasca.
Ai primi di aprile ed in giugno, in una saletta del reparto di ematologia dell’ospedale di Vicenza, abbiamo trascorso - in tutto - sette/otto ore insieme, intense, nostre, indimenticabili. Abbiamo parlato (e spettegolato) di tanti compagni e compagne, con quella confidenza per cui basta un’occhiata o una pausa nel discorso per capirsi. Ma abbiamo parlato anche di questioni di fondo, per esempio del senso dell’essere anarchici oggi, della nostra esigenza (simile e diversa, al tempo stesso) di “andare oltre” la solita militanza, il solito ambiente anarchico. E Marina, cui avevo chiesto il senso ed un bilancio della sua esperienza con le “donne in nero”, mi aveva colpito per la sua solidità anarchica. “È stato importante, per me, relazionarmi con tante donne che non erano anarchiche, vivere fino in fondo un’esperienza diversa dal solito, dovermi confrontare con nuovi problemi e diverse sensibilità - mi aveva detto - Ma io sapevo di avere sempre alle spalle la comunità anarchica e, quando l’esperienza si è esaurita, non mi sono trovata con i ponti tagliati alle spalle, come tante altre donne che provenendo dalla sinistra storica avevano dovuto rompere con le loro organizzazioni (PDS e altre) e quindi avevano vissuto una fortissima crisi d’identità”.
Un legame, questo con il nostro movimento, che per lei era saldissimo, perché si concretizzava in tanti rapporti personali, con le singole persone, che sempre trovavano in Marina non solo una compagna, ma un’amica, a volte una confidente, una sorella. Per me è stato così, nel senso più pieno del termine.
L’ultima volta che é stata a Milano, lo scorso maggio, sono andato a prenderla alla stazione e l’ho portata in Vespa a trovare i compagni del Centro studi libertari, della redazione di “A” e della libreria Utopia. Era debole, aveva freddo, camminava un po’ con fatica, ma era contenta di riabbracciare i compagni. E quando l’ho accompagnata sul vagone che l’avrebbe portata a Como, dalla madre, ci siamo lasciati facendo progetti per futuri incontri.
Mentre mi allontanavo dal treno, sapevo che forse quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro (in verità ebbi modo di rivederla ancora una volta nell’ospedale di Vicenza e poi, poche ore prima della morte, nella clinica a Lugano). Ma non ero triste. Anche in quell’occasione avevo ritrovato una Marina positiva, forte, sensibile. Ed il suo abbraccio era stato caldo, forte, sincero, un po’ sensuale, come sempre. Un abbraccio che ora si estende a tutti quanti l’hanno amata, la nostra bella Marina di Como.

 Paolo Finzi

Padrós Castells, Marta. Elegida tras el X Congreso de la CGT de Catalunya celebrado en Matato el 11-12 de abril 2014 como nueva Secretaria de Genero CGT Catalunya.

 

 

Padrós Castells, Marta.

 

Barcelona (Barcelonès). Psicòloga. Professora associada i tècnica de suport a la recerca de la Universitat Autònoma de Barcelona (UAB). Afiliada a la CGT Ensenyament, ha participat de la Plataforma Unitària en Defensa de la Universitat Pública (PUDUP) i en diversos espais feministes. És delegada sindical a la UAB des de l’any 2013 i membre de la Plataforma de Capítol VI, que agrupa personal d’administració i serveis amb contractes precaris.

 

Cgtcatalunya.cat

 

Paez, Antonio. En un discurso en el 1º de mayo.

Paez, Antonio. Rojo y Negro nº 301, mayo 2016.

 Paiva, Chrystian. Brasil. Asessinado por la policía militar de Roraima de un tiro en la cabeza en 2009.

 

Paiva,jose(Ze).trabajador social y militante portugues de la AIT-SP de Oporto.imagen del periodico=CNT Nº 376,MARZO 2011.

Palacios,Jose Ramon.

Palacios,Jose Ramon.En la imagen los sindicalistas Ana Sigüenza, José Luis Velasco y José Ramón Palacios, junto con el escritor Moncho Alpuente.

Palacios,Jose Ramon.Imagen del periodico=''CNT'',nº388 abril 2012.

Palacios,Jose Ramon.Texto del periodico=''CNT'',nº388 abril 2012.

Palacios,Jose Ramon.Texto del periodico=''CNT'',nº388 abril 2012

Palazzi, Arduini, Francesca. Marina Padovese, Fabio Santin e Francesca Palazzi Arduini (“Dada”) a un meeting anticlericale di oltre 16 anni fa.

Palazzi Arduini, Francesca. saggista ed attivista politica, è redattrice di ‘A rivista anarchica’, per la quale segue l’evoluzione delle politiche vaticane, e scrive sul web (Femminismi.it). 
Ha tradotto Oscar Panizza ed altri autori, collaborato alla prima periodica italiana lesbica, la “Bollettina del Cli”. Ha animato la casa editrice di autoproduzioni lesbiche artigianali ‘Antelitteram’. Ha seguito l’attività della Associazione per lo sbattezzo dalla sua fondazione, come presidente, che ha rilanciato la questione sollevata da Aldo Capitini in Italia. È sua la voce “Pope and the Catholic Church” nell’enciclopedia Queer edita da Routledge nel 1996.  

 Paley,Grace.

— Sonya Huber-Humes

GRACE PALEY DESCRIBED herself as a “somewhat combative pacifist and a cooperative anarchist,” and saw the role of the artist as that of “listener” who would relay stories of those made invisible by society. And she told it plain.

Paley was a busy woman: She mothered two children and three stepchildren, taught college classes, served as a lifelong and vocal antiwar and feminist activist, and published at least nine books containing her essays, prose pieces, poems and stories.

Her parents, Jewish socialists, emigrated from the Ukraine to the Bronx, where Paley grew up steeped in stories of persecution and revolution told in Russian and Yiddish. She became active in the 1950s with the American Friends Service Committee, worked with the War Resisters’ League and went on a peace mission to Hanoi in 1969, and she served as a delegate to World Peace Conference in Moscow in 1974. (“Lost him, sorry about that/the President said/he was a good boy/never see one like him again…” from “I Gave Away That Kid”)

She was arrested in 1978 for releasing an anti-nuclear banner on the lawn of the White House.

After her death, almost every commentator described Paley as a woman whose literary output was “modest” (New York Times) or who published “relatively little” (Slate), “only three” collections of stories (LA Times). This raises the question: who determines what literary contribution is “enough”? (Raymond Carver, an undisputed lion of the short story, had five — and no “modest” in his obit.)

Paley was often asked about her lack of “production” during her life, and ascribed it to laziness and not having enough time. Yet it seems almost ridiculous to equate quality with number of pages produced, especially when the author’s first genre is poetry, and when poetry’s density of image and language make a clean leap into her prose. She explains as much in her poem “How to Tell a Story (My Method) (Most of the Time)”: “Find the paragraph to hold the poem steady for six or eight pages…”

The empty repeated phrase copied from article to article — that Paley was “not enough” — seems somehow to echo the voices she captured in the characters in her stories and poems, who sometimes do not understand the ways in which they enact and replicate the patterns of sexism in their own lives.

I’m not saying it’s sexist to wish for more of Paley’s brilliant work, but the pattern of marking her life’s contribution with the inadequacy of her output as compared to a non-activist male with a steady job and full-time childcare and a wife seems quite shortsighted.

As Paley described it in a 1980 interview, “I’m not a careerist in any way. I mean I view life as a whole, and that’s what interests me….I can’t live without writing, but I couldn’t live without my children. And I couldn’t bear not to respond to the awful things that are…”

While other feminist writers of her era — Tillie Olsen, Adrienne Rich —made vital literary contributions in documenting the strains of motherhood, Paley celebrated the opportunity to mother and be part of a family but still never essentialized the role. Her writing was neither women’s kitsch nor the victim’s despair.

Tributes to Paley published after her death on August 22, 2007 frequently describe her as a writer of short stories; if you have not heard of Paley and want to make intelligent conversation about her, you should say her fiction was grounded in meandering and overlapping dialogue that seemed to be about nothing but actually contained brutally accurate snapshots of the way humans relate to one another.

Although I admire her prose, I loved and found her poetry most often, when it was copied carefully or printed out, glued on construction paper and tacked to a wall in someone’s living room above a bookcase. More than a few poems of her poems mothered in the best of senses: they’d tell you what was going on in your heart and cut away the fat with laser-like intensity, show you how your experience mattered.

Here is another example of ordinary joy
it is prose but uses whole days and nights
the gathering together of comrades
in bitter disagreement then resolution
followed by determined action….happiness
in the risky busy labor of Repair the World
(From “Happiness”)It is the responsibility of the poet to say
   many times: there is no
freedom without justice and this means
   economic justice and love justice
(From “Responsibility”)

Paley died at age 84 of breast cancer. Her works include three ollections of fiction: The Little Disturbances of Man (1959), Enormous Changes at the Last Minute (1974), Later the Same Day (1985) as well as The Collected Stories of Grace Paley (1994); her collection of essays, Just As I Thought (1998); and her poems appear in several collections, including Begin Again: Collected Poems (2002) and Long Walks and Intimate Talks (1991).



Paley,Grace.1922-2007.

Paley,grace

palmeiro,juan enrique.nacio el 29 de junio en sarandi,avellaneda.argentina.dependiente,fletero,marinero,obrero barranquero,orador,taxista y operario de fabrica.a los 8 años trabajo en un comercio y a los diez empezo a militar en la juventud socialista(sus padres lo eran) y la fora-ait de avellaneda.realiza doble militancia hasta que deja el socialismo por el anarquismo en 1938.en 1949 de chofer es marginado al paro por no querer afiliarse al partido gobernante.miembro comisiones pro-defensas y difusion de las actividades artisticas en La Boca.en 1952 funda con otros foristas,con sus propios fondos la biblioteca ''mario anderson pacheco''en calle asuncion,140 de avellaneda donde se reunian gentes del arte y anarquistas.en 1954 adqurio un taxi en la provincia de buenos aires,un año despues resulto ganador de un auto mercedes benz modelo 180 en un sorteo organizado por el sindicato de taxistas de avellaneda.los otros cuatro trabajadores beneficiados recibieron su premio,pero a él le fue negado por ser anarquista y resistirse a la afiliacion al peronismo.en 1956 el s.i.d.e.envia sus datos a las empresas como persona non grata para que no le den trabajo.el 1º de mayo de 1967 en la capital federal estaban montando una tribuna para denunciar los abusos del gobierno de juan carlos ongania cuando son detenidos,acaba en la carcel de villa devoto junto con doce compañeros mas de la fora,al cabo de 25 dias son libertados.en el año 2000 tenia 82 años y militando en la fora 66 años,se le podia encontrar todos los miercoles en el local de la calle coronel salvadores con sus compañeros de lucha.informacion sacada del libro=cuatro historias anarquistas,2000 de adriana atán.(libro de los testimonios orales de los compañeros:jesus gil,enrique palmeiro,jose grunfeld y domingo trama)fotograma del mediometraje documental=los presos de bragado,1995 de mariana arruti.

Pallas,paulì.1862-1893.en 1891 lanza una bomba  en el teatro alcantara de rio de janeiro,brasil.conocido de malatesta.impresor de textos anarquistas.en 1893 lanza una bomba  contra el  general martinez campos.causandole heridas y matando un guardia civil.

palma,arturo.2008 finales,acusado de pertenecer a celula anarquista(brigada antifascista) y de estar vinculado a 64 atentados desde 2006.principalmente en solidaridad con pueblo mapuche.

palomo,gonzalo.cnt nº365 marzo 2010.

Palmes i Giró, Marc. En las jornadas del 1er. encuentro El viejo topo celebradas el 29, 30 de septiembre y 1 de octubre de 1978. Imagen de la revista El viejo topo nº 26, noviembre 1978.

Palmés i Giró, Marc. (Barcelona, 1943 – Girona16 de febrer de 2005) fou un advocat defensor dels drets humans i polític català.

El 1965 es va llicenciar en dret, tot i que no pertanyia a cap família de juristes, i aviat es va comprometre amb la lluita per la llibertat democràtica, els drets humansi la defensa dels presoners del franquisme, principalment militants de Bandera RojaPCE(i) i Comissions Obreres, davant del Tribunal d'Ordre Públic (TOP). El seu primer judici va tenir lloc a Madrid el 1969.[2]

A començaments dels anys 1970 va iniciar la seva militància activa catalanista i afiliar-se a l'Assemblea de Catalunya i fou detingut el 1973 durant la caiguda dels 113 de Santa Maria Mitjancera.

Cap al 1974, juntament amb Magda Oranich i Solagran (amb la que hi va estar casat i va tenir dos fills)[3] i Enric Leira va exercir com a advocat defensor del militant anarquista Salvador Puig i Antich, qui finalment fou condemnat a mort i executat l'agost de 1974. Un any després, i també amb Magda Oranich, fou advocat defensor del lluitador antifranquista i membre d'ETA Jon Paredes Manot Txiki, qui finalment fou afusellat el setembre de 1975. Després dels fets va patir agressions feixistes i amenaces de mort, i cap al 1976 va col·laborar en la distribució a l'exterior de les plataformes reivindicatives de la COPEL.[2]

El 1979 participà en la fundació de Nacionalistes d'Esquerra, partit del qual formà part del secretariat nacional fins que desaparegué el 1984. Aleshores va militar a l'Entesa dels Nacionalistes d'Esquerra (ENE) fins a la seva dissolució en 1989. A les eleccions al Parlament europeu de 1989 formà part de les llistes de la coalicióEsquerra dels Pobles, liderada per Juan María Bandrés.[4] També va participar en la fundació de l'Associació Catalana de Juristes Demòcrates.

El 1988 va participar en qualitat d'observador, juntament amb Juan María BandrésJuan Alberto Belloch i José María Mena García en la delegació de juristes que va comprovar sobre el terreny les garanties en els processos seguits en tribunals militars contra els palestins detinguts en territoris àrabs ocupats. El 1997 es va afiliar a Esquerra Republicana de Catalunya de la mà del nou secretari general d'aquest partit, Josep Lluís Carod-Rovira, antic company seu a Nacionalistes d'Esquerra.

Al desembre de 2000 va ser un dels signants del Manifest pel Diàleg, la Pau i la Llibertat juntament amb centenars d'intel·lectuals i artistes de la societat catalana després de l'assassinat per part d'ETA d'Ernest Lluch i Martín.[5]

Greument malalt, va empitjorar durant una estada de vacances a Llançà i va morir poc després d'una aturada cardiorespiratòria a l'Hospital Josep Trueta de Girona. Al seu sepeli hi van acudir més de tres-centes persones, entre elles l'aleshores president del Parlament de Catalunya Ernest BenachJoan Saura i Josep-Lluís Carod Rovira.


pancho villa,alias,··(rafael martí)EXTRAIDO DE LA SOLI DEL SABADO,31 DE OCTUBRE DE 1936,,tambien lucho en la en columna de hierro.

Pantaleon,emeterio.coronel zapatista del ejercito libertador del sur.fotograma del documental comercializado en 1998=''los ultimos zapatistas''del director,francesco taboada.

Papi

Papi,andrea.colaborador de la revista anarchica.imagen del nº359 febrero 2011 donde ahi un articulo suyo de 3 paginas sobre la conferencia realizada en la universidad de atenas,grecia sobre el anarquismo.imagen de andrea papi en dicha conferencia.

Paradelo Nuñez, Martin. 29 años (cnt nº 372 noviembre 2010) trabajador de arqueologia. Cnt sov Compostela.

Paradelo Nuñez, Martín. Secretario General de la CNT. Articulo del periodico CNT nº 419, mayo 2015.

Parajua, Daniel. C.G.T.-Enseñanza de Madrid. Profesor de enseñanza secundaria, doctor en historia y antropologo. Imagen de la revista Pensamiento Libre nº 64, primavera 2010.

 

Pardiñas Serrano,manuel. ( nacido en El Grado (Huesca, el 1 de enero de 1886, murió en Madrid el 12 de noviembre de 1912). Era hijo de Agustín Pardiñas Ferriz, carabinero licenciado, y de María Serrano. Era un conocido y peligroso anarquista que vivió durante el reinado de Alfonso XIII.

Fue el asesino del político liberal español José Canalejas el 12 de noviembre de 1912 mientras éste observaba el escaparate de la librería San Martín en la Puerta del Sol a escasos metros de la esquina con la calle de Carretas. Tras cometer dicho crimen, viéndose acorralado por el público que intentó reducirlo, se suicidó.

Obras derivadas

Se realizó en 1912 un cortometraje semidocumental sobre su asesinato y entierro titulado "Asesinato y entierro de don José Canalejas", dirigido por Enrique Blanco y Adelardo Fernández Arias, que fue la primera película interpretada por el actor José Isbert con 26 años.

imagen extraida del reportaje''asesinato y entierro de don jose de canalejas'',1912.texto del google.

 

 

pardiñas serrato(o serrano),manuel.1912.Manuel pardiñas mata de tres disparos al

politico liberal y presidente del consejo de ministros,

jose canalejas en la puerta del sol de madrid.tras

cometer el atentado es acorralado por los transeuntes

y decide suicidarse.

pardiñas serrato(quizas serrano),manuel.deposito de cadaveres.

Paredes,Julieta.

Paredes,Julieta.Imagen del periodico=''El Pesol Negre'',nº41,febrero-marzo 2009-1

Paredes,Julieta.Texto del periodico=''El Pesol Negre'',nº41,febrero-marzo 2009-1

Paredes,Julieta.Texto del periodico=''El Pesol Negre'',nº41,febrero-marzo 2009-2

Paredes,Julieta.Texto del periodico=''El Pesol Negre'',nº41,febrero-marzo 2009-3

Pares Adan,jaime(abisinio)bcn 1910 maqui muerto en bcn el 9-5-46 en enfrentamiento policial.imagen del libro de abel paz=el anarquismo contra el estado franquista 1936-1951.texto de navioanarquico.

pares,jaume. =l'abissini.imagen de la serie documental el maquis a catalunya 1989.

Parker, Dorothy (1893-1967) – American poet and short story writer, she was politicized by the Sacco and Vanzetti case and  joined the committees opposing the deportation of two San Francisco anarchists, Ferraro and Sallitto, and of Markus Graham, editor of Man! (Zimmer 412, 414).

 Texto de= University de Hawai'i at Manoa College of Social Sciences. Department of Political Science.

Parker, Dorothy.

Parker, Dorothy

Parsons,albert.1848-1887.murio ahorcado.fue uno de los martires de chicago.compañero sentimental de lucy parsons.

 

Parson,lucy(lucy eldine gonzalez parsons)1853-1942.

estados unidos.nacio en texas siendo esclava.de madre

negra mexicana y padre indio de la tribu creek.

Se caso con un blanco(estaba prohibido)

huyeron de texas debido a las amenazas

racistas.

Articulista en chicago.fundo la ait junto con

otros colaboradores en 1883 y en 1905 participa en la fundacion

de la IWW en la ciudad de chicago.

su marido,albert parsons fue uno de los martires

de chicago,lucy sufrio un duro golpe cuando lo ejecutaron.

recordada por su poderosa oratoria.editora de varios periodicos acratas.

con emma goldman

siempre tuvo un continuo conflicto personal e ideologico.

En la biografia de emma goldman,la anula del movimiento

libertario en estados unidos,salvo en un par de lineas.

Parsons continuo con sus discurso incendiarios hasta los 80 años.murio

a los 89 años,ciega y debilitada en un incendio forestal.su esposo en esa epoca,

george markstall murio al dia siguiente por las quemaduras mientras intentaba

salvarla de las llamas.despues de muerta la policia incauto su biblioteca

de mas de 1500 libros de sexualidad,movimiento obrero y anarquia

y por desgracia todos sus escritos personales.imagen de 1915.

 

parson,lucy.imagen de 1920.

parson,lucy.

 

Franco Pasello

Venerdì 15 ottobre, nella sua abitazione a Sesto San Giovanni (Milano), è morto di colpo (forse per un infarto) Franco Pasello. Nato a Lendinara (Rovigo) 56 anni fa, era entrato in contatto con gli anarchici durante la lunga detenzione (oltre un anno e mezzo, tra carcere militare e “civile”) per il suo istitntivo rifiuto del servizio militare, maturato e attuato appunto per un suo istintivo rifiuto dell’autorità e della guerra, solo successivamente “inquadrato” in un organico pensiero antimilitarista quale quello anarchico.
Dalla scarcerazione (1976) iniziò una quotidiana militanza anarchica, sempre da individualità (ci teneva molto a questa parola) ma in contatto costante e in proficua cooperazione con i compagni e i gruppi, a Milano e in tutt’Italia. Dette un contributo importante alle lotte antimilitariste degli anni ’70 e ’80 (e oltre), coagulatesi intorno al periodico Senzapatria, di cui fu eccezionale sostenitore e venditore. Nella sua vita ha diffuso ogni mese decine se non centinaia di copie di periodici anarchici, a partire da Umanità Nova e “A”, portando avanti con rara continuità (per decenni e decenni, senza mai mollare) la sua personale presenza di venditore alla fiera di Sinigaglia e davanti alla stazione Nord di Milano.
Carattere aperto e gioviale, Franco è stato il tramite per tante e tante persone che grazie all’acquisto di un giornale nostro (e soprattutto alle chiacchierate che si accompagnavano all’acquisto) sono entrate in relazioni con le realtà e le iniziative anarchiche. Per decenni è stato in corrispondenza (rigorosamente a mano o al massimo con la macchina per scrivere) con persone, compagni, detenuti di ogni tipo, mantenendo relazioni e aiutando quando poteva (e per quanto il suo mestiere di panificatore gli permetteva).
Una vera e propria passione lo fece progressivamente entrare, negli ultimi vent’anni, nel mondo non facile dei Rom, nella cui grande famiglia fu sempre accolto con simpatia. C’era per Franco la dimensione umana, mai disgiunta dalla solidarietà con loro per le ostilità diffuse fra gli “altri” e le persecuzioni da parte del potere.
Già in rete si trovano calde testimonianze di quel che Franco ha rappresentato nella vita di tanti di noi. Ha lasciato la sua notevole libreria (in gran parte anarchica, con un settore Rom) a noi della redazione della rivista anarchica “A”, che per assicurarne un uso pubblico l’abbiamo “girata” al Centro Studi Libertari/Archivio Pinelli di Milano. Anche della parte Rom (comprese le migliaia di foto da lui scattate nei campi) stiamo studiando come assicurare una fruizione pubblica, perché in questo modo la sua umanità e il suo impegno siano a disposizione di più persone possibile.
Non ha voluto funerali, si è fatto cremare, ha chiesto solo che fosse organizzata una festa in suo ricordo, che si terrà domenica 14 novembre, a Milano, alla Cascina autogestita Torchiera (piazzale Cimitero Maggiore 18, tram 14), dalle ore 13 (pranzo) a tarda sera. L’abbiamo chiamata “Siamo Franchi” questa giornata in ricordo di Franco Pasello.
Come lui desiderava, lo ricorderemo in allegria con un bel pranzo, musiche rom e non-rom, canzoni del suo amato De André, testimonianze, esposizione/vendita di stampa e libri anarchici, brindisi, chiacchiere, ricordi, progetti, aperitivo serale, ecc. ecc.. Chi vuole, porti roba da mangiare e da bere (anche se ci mancheranno le famose pizze di Franco), giornali, libri, idee.


 

Pasello,franco.revista anarchica nº359 febrero 2011.

passannante,john.1849-1910.intento matar al rei humberto I con un cuchillo,sin exito.lo encerrarron en una celda de un metro y 40 centimetros a cadena perpetua.la mayoria de su familia tambien fue encerrada a perpetuidad.en el museo de criminologia de roma esta expuesto su cerebro.

Pastor, Lucas. ''Lukinhio''. Argentina. Cantante del grupo anarco-punk Neurosis Kronica , asesinado en 2014 en Argentina.

Pastor Serrano, Soledad – (?-1936) – she was assassinated by phalangists in revenge for their failure to capture her son, Rafael Cuesta Pastor, a CNT activist (“Pastor Serrano, Soledad”).

 Texto e imagen de= University de Hawai'i at Manoa College of Social Sciences. Department of Political Science.

Patou, Hélène (1902-1977) – French textile worker who became an anarchist, lived at the anarchist colonies of Vaux and Bascon, and joined the Durruti column to fight with the anarchists in the Spanish revolution. She was a model for several artists, including Matisse and Picabia (Hélène Patou,” 

 Texto e imagen de= University de Hawai'i at Manoa College of Social Sciences. Department of Political Science.

patou, Helene. Imagen de la web= estel negre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Patri, Gabriella. Psicologa. progetto merzbau

 

1980 – Presente (34 anni)

 

gruppo studio e gioco autogestito- 
educazione libertario/democratica
incontri di espressione artistica
esperienze residenziali di arte e natura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Patri, Gabriella. Con microfono Maurizio Giannangeli del colectivo milanes Educazione libertaria. Imagen de la Rivista Anarchica nº 386, febrero 2014

Paules Del Toro, Cosme. En 1947.

Paules Del Toro, Cosme. Imagen del periodico CNT nº 402, julio 2013.

Paules Del Toro, Cosme. Texto del periodico CNT nº 402, julio 2013-1

Paules Del Toro, Cosme. Texto del periodico CNT nº 402, julio 2013-2

Paules Del Toro, Cosme. Texto del periodico CNT nº 402, julio 2013-3

Paules Del Toro, Cosme. Texto del periodico CNT nº 402, julio 2013-4

Paules Del Toro, Cosme. Texto del periodico CNT nº 402, julio 2013-5

pavez tovar,flora.detenida el 8-10-92.acrata lucho con el grupo mapu-lautaro,fue torturada y violada de forma reiterada.libre en 1998.encarcelada de nuevo=3-9-07.las carceleras le hacen la vida imposible.

Pavon,iris.argentina.poeta,periodista,oradora,se lanzo de lleno en defensa de los presos de bragado,vuoto,mainini y de drago,3 obreros acusados injustamente de atentar contra caudillo conservador.